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We are family, we are Metallica

By   /  4 Luglio 2014  /  No Comments

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“E’ bello cantare davanti a voi perché se dimentico una parola ci pensate voi. Le conoscete proprio tutte. E’ la famiglia dei Metallica”, con queste parole James Hetfield ha ringraziato e salutato durante tutta la serata i 32mila fan presenti al concerto a Roma presso l’Ippodromo di Capannelle. Metallica by Request, questo il nome della serata, unica data italiana del tour europeo; la scaletta infatti come lascia intendere il titolo è stata decisa su internet proprio dai fan.

Lungo pomeriggio metal al Postepay Rock in Roma, Volbeat, Kvelertak, e soprattutto gli Alice in Chains, scaldano il pubblico in attesa dei Four Horsemen, che non hanno avuto il tempo di fermarsi, interpretando uno dietro l’altro i brani storici richiesti dal pubblico, scenografia dai toni apocalittici: soldati che si trasformano in scheletri, uomini chiusi dietro le sbarre di anonime prigioni, e ancora con Fuel, fuoco, fiamme e giochi laser, in linea con i temi sociali, come pazzia, rabbia,violenza, guerra, droga, ipocrisia, affrontati nei testi. Ma i Metallica non sono solo metal, lo si capisce subito durante l’intro accompagnata dalle note di Ennio Morricone e la scena in cui Eli Wallach, il “Brutto” del capolavoro di Sergio Leone morto pochi giorni fa, corre di tomba in tomba al cimitero, dà il là al saluto di Hetfield, lasciando croci e lapidi come leitmotiv sui maxischermi.

Si parte subito con Battery e a seguire il brano più votato: Master of Puppets. Poi via via uno dietro l’altro One, Fade to Black, Enter Sandman, Sad But True, Welcome Home (Sanitarium), Creeping Death, …And Justice for All, Orion, Ride the Lightning, Blackened, Fuel( decisa tramite voto durante tutto il concerto, con Hetfield che tenta di barare fino alla fine per suonare la cover del brano irlandese Whisky in the Jar), fino alle più tranquille  The Unforgiven e Nothing else matters. Tra i brani, anche Lords of summer scritto per la tournée. Hetfield chiama i suoi fan sul palco. Arriva Riccardo: “E’ il mio concerto dei Metallica numero 73 dal lontano 1987”, dice prima di lanciare Sad but true. Poi sale Mario che si becca una bordata di fischi dal pubblico quando rivela di essere milanese, e di non amare particolarmente Roma, nell’incredulità di Hetfield: “ma perché, non siamo tutti amici qui?”. “Chi è di voi rock? – chiede Mario – Chi è di voi metal? Non importa perché noi siamo i Metallica”. Parole che riportano alla mente le contestazioni subite dalla band per il parziale abbandono a inizio anni Novanta, con l’uscita dell’album omonimo, il fortunatissimo ‘black album’, prima delle sonorità e poi del look thrash per aprirsi anche a nuovi generi e nuovi strumenti. Il finale, però, non lascia dubbi: Seek & destroy è l’anima metal dei Metallica, Hetfield continua a scaldare il pubblico chiedendo un ultimo grande coro. I fan rispondono.

“Ci vediamo presto, Roma – dice Hetfield a fine concerto -. Domani forse mi farà male il collo e la gola, ma non importa”, salutano i Metallica e saluta il pubblico che intona cori ed espone striscioni in onore di una band che unisce diverse generazioni e sembra a distanza di anni, intramontabile.

Metallica by Request Roma 2014 Intro

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Valentina Mucaria

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