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Torna il vuoto a rendere per bottiglie di acqua e birra: al via la sperimentazione

By   /  15 Ottobre 2019  /  No Comments

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Il ministero dell’Ambiente prevede una fase sperimentale di un anno. Un simbolo all’ingresso di bar, negozi e ristoranti aiuterà a individuare gli esercenti che aderiscono all’iniziativa

A BERLINO riporti una bottiglietta di plastica vuota alla cassa e ti restituiscono il costo (il pfand) in centesimi, dagli otto ai 25. Il guadagno è doppio, per l’ambiente e per il portafogli. Sempre lì, da più di 10 anni, qualsiasi esercente è costretto a ritirare il contenitore, anche se non è stato acquistato presso di lui. Che la Germania sia un modello di efficienza, si sa. Ma in materia di riciclo dei materiali, purtroppo, la strada da percorrere per l’Italia è ancora lunga. Torna però – e questa è la buona notizia – la pratica virtuosa del ”vuoto a rendere”. Il meccanismo, già utilizzato negli anni 80 per il vetro, permette di ricevere la piccola ”cauzione” pagata al commerciante al momento dell’acquisto una volta che gli viene restituito il contenitore vuoto.

Ora un simbolo all’ingresso di un bar, di un ristorante, di un albergo o di altri punti di consumo distinguerà quegli esercenti che hanno scelto di aderire alla fase sperimentale del sistema per le bottiglie di birra e acqua minerale. Dal 10 ottobre vetro, plastica e altri materiali (tra i più resistenti) verranno ritirati una volta esaurito il contenuto. A farlo sapere è il ministero dell’Ambiente, dopo avere varato il regolamento (pubblicato il 25 settembre in Gazzetta Ufficiale) che attua la misura del “Collegato Ambientale”, approvato nel 2015 e rivolto alla prevenzione dei rifiuti di imballaggio monouso attraverso l’introduzione, su base volontaria per un anno, del sistema di restituzione di bottiglie riutilizzabili.

In pratica, incoraggiando il consumatore finale a restituire l’imballaggio al produttore si spera di limitare l’impatto dei materiali di scarto sui rifiuti, andando ad alleggerire la raccolta differenziata. Non solo, perché il sistema del ”vuoto a rendere” prevede che i contenitori, così ”salvati” dai cassonetti differenziati, vengano sottoposti a un procedimento di sterilizzazione che richiede il 60% di energia in meno rispetto a quella necessaria alla creazione di un nuovo imballaggio.

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Per sapere se la buona pratica porterà a risultati concreti però bisognerà attendere. Resta da vedere come e se il riutilizzo sperimentato andrà a integrarsi con il sistema dei Consorzi Conai per la gestione dei rifiuti da imballaggio e le filiere del riciclo attive nel Paese.

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Calatafimi segesta News è un sito/blog di informazione, costruito attraverso la piattaforma wordpress. Nasce con un semplice scopo, produrre VERA informazione. Oggi il 99% dell’informazione che ci arriva attraverso giornali, tv e a volta pure blog è pilotata e piena di interessi. La maggior parte dei giornalisti odierni è imprigionata in logiche politiche, imprenditoriali, clientelistiche, ma non solo ! Il giornalista odierno tende all’arrivismo e quindi all’esagerazione, trasforma storie banali in scoop attraverso articoli che distolgono il lettore dalla realtà dei fatti, e chi sono le vittime di tutto questo? Le vittima siamo noi Cittadini che, subiamo passivamente, questa mole di informazioni pilotate, cosa che non ci permette di avere un quadro chiaro su quello che sta avvenendo in realtà a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.
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