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Riforma rifiuti, primo sì all’Ars: corsa a nuovi impianti per smaltire l’umido. Il Centro di Compostaggio di Calatafimi dovrebbe avere finalmente vita.

By   /  2 Aprile 2019  /  No Comments

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All’Ars arriva il primo sì alla riforma dei rifiuti. Il ddl, che prevede una gestione da parte dei territori provinciali, più impianti, più differenziata per scongiurare nuove emergenze, ora passa alla prova dell’Aula. Lo annuncia il presidente della IV commissione Ambiente all’Ars Giusi Savarino: “Va in aula il ddl sui rifiuti, una legge organica che finalmente darà ordine ad un sistema che fino ad oggi è stato governato dal caos”.

La commissione ha discusso due provvedimenti del governo sui rifiuti: il primo è il Piano rifiuti, che per la prima volta nella storia definisce come gestire il settore nell’ordinario, senza procedure di emergenza, chiarendo impianti, soluzioni, competenze. Il secondo riguarda la riforma della governance: è il cosiddetto ddl rifiuti, che stabilisce in concreto i meccanismi di gestione.

Piano rifiuti
Il piano prevede un’organizzazione che rispetta i criteri della trasparenza e dell’efficienza e che responsabilizza gli uffici su tempi autorizzativi e sulle modalità di azione. Il documento contiene una ricognizione di tutta la capacità impiantistica di recupero e smaltimento. Consentirà a regime di rendere ogni territorio autosufficiente e, in caso di emergenza in altri territori, di intervenire in supporto.

Il nuovo piano rifiuti si interfaccia con la riforma degli Ato: in pratica saranno le “Ada” a decidere se e dove realizzare nuovi impianti oltre quelli esplicitamente indicati nel piano. Viene data priorità a impianti pubblici e si forniscono solo indicazioni generiche sul tipo di impianti realizzabili. I termovalorizzatori sono previsti in ultima istanza. La differenziata dovrà salire al 65 per cento entro il 2021 mentre la capacità delle discariche sarà sufficiente a evitare emergenze per diversi anni anche nel peggiore degli scenari, cioè se la raccolta differenziata non dovesse aumentare.

Ddl rifiuti
In sostanza definisce il quadro post Ato e Srr. Stabilisce che la gestione dei rifiuti tornerà al pubblico, manda in soffitta definitamente i 27 ex Ato e le 18 srr, sostituendoli con 9 Ada, autorità d’ambito provinciali guidate dai sindaci con il compito di pianificare, coordinare e controllare tutto il territorio provinciale.
Le Ada avranno sede in ogni provincia e saranno presiedute dal sindaco che raggiunge la più alta percentuale di raccolta differenziata. Sarà compito delle Ada anche l’adozione delle tariffe, creando economie di scale ovvero risparmio in bolletta per i cittadini. I cda saranno a titolo gratuito. Tutto il personale sarà tutelato e garantito. Si prevedono premialità per i comuni con alte percentuali di differenziata e meccanismi per garantire il personale nei nuovi appalti. Previsti dei piani di rientro dei debiti pregressi. La Regione dovrà definire i criteri per la localizzazione degli impianti e per le tariffe.

L’assessore
“Il ddl rifiuti viaggia spedito verso l’Ars, abbiamo confermato in commissione Ambiente i punti cardine della riforma che garantirà un servizio più efficiente sui territori e tirerà fuori la Sicilia da decenni di emergenza”. Lo afferma l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, oggi in commissione Ambiente all’Ars per discutere due importanti provvedimenti, il piano dei rifiuti e il ddl che riforma la governance.
“Per quanto riguarda il piano rifiuti – spiega Pierobon – stiamo approfondendo le consuete osservazioni del ministero dell’Ambiente pubblicate in questi giorni. Avevamo già avuto diverse interlocuzioni coi tecnici romani su alcuni passaggi che comunque non toccano l’impianto del piano. In commissione sono stati evidenziati altre osservazioni che interessano allegati del piano redatti dai tecnici del dipartimento. Anche su queste note, che toccano più lo stile espositivo che la sostanza, avrò modo di mettere mano personalmente al testo per chiarire i dubbi di Roma. Ringrazio tutti i deputati della quarta commissione e la presidente Giusy Savarino per la grande attenzione mostrata sul tema dei rifiuti e auspichiamo che l’Aula possa esitare al più presto una riforma non più rinviabile per la Sicilia”.

Il Centro di Compostaggio di Calatafimi Segesta 

Tra gli impianti di trattamento dell’organico rientra quello di Calatafimi Segesta bloccato dal 2010 nei meandri dei competenti assessorati regionali e della quale abbiamo parlato più volte. Finalmente dunque potrebbe nascere a calatafimi questo importante impianto. 

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