Loading...
You are here:  Home  >  Arte e Cultura  >  Current Article

Infermiere e pizzaiolo: il lavoro c’è, nessuno lo vuole… O no?

By   /  7 Gennaio 2015  /  No Comments

    Print       Email

Informazione. C’è un genere di giornalismo, ormai consolidato, secondo cui ci sono dei lavori manuali che nessuno vuole fare. La morale è semplice: disincentivare i giovani all’università perché gli studi non danno occupazione. Peccato che la realtà racconti un’altra storia

 

Esi­ste un filone gior­na­li­stico ben con­so­li­dato, quasi un genere let­te­ra­rio, che denun­cia la pre­te­stuo­sità delle lamen­tele dei gio­vani sul lavoro che non c’è. Secondo que­sti arti­coli, il lavoro c’è, ma nes­suno lo vuole per­ché i disoc­cu­pati, soprat­tutto i gio­vani, sono un po’ choosy e non si adat­tano a svol­gere lavori manuali di cui esi­ste­rebbe una domanda insoddisfatta. 

 

Malau­gu­ra­ta­mente, i gio­vani si acca­ni­scono a inse­guire titoli di stu­dio che sono l’anticamera della disoc­cu­pa­zione. La morale è sem­plice: meglio ridurre la popo­la­zione degli gli stu­denti uni­ver­si­tari e rein­di­riz­zarli dove non solo c’è lavoro, ma anche migliori pro­spet­tive eco­no­mi­che.
Que­sto genere let­te­ra­rio, di solito, punta sulla nar­ra­zione di casi esem­plari, men­tre si tiene a debita distanza dalle sta­ti­sti­che nazio­nali e inter­na­zio­nali. Istat, OCSE e Con­sor­zio Alma Lau­rea mostrano i lau­reati hanno minori pro­ba­bi­lità di rima­nere disoc­cu­pati e migliori aspet­ta­tive di red­dito rispetto ai diplo­mati. Come cer­ti­fi­cato da Euro­stat, l’Italia è ultima paese nell’UE per per­cen­tuale di lau­reati nella fascia 30–34 anni, sul punto di essere sor­pas­sata dalla Tur­chia. La carenza di domanda di pro­fes­sioni alta­mente qua­li­fi­cate, spec­chio di un sistema pro­dut­tivo arre­trato, spiega le dif­fi­coltà che i lau­reati, pur così pochi, incon­trano nella ricerca di lavoro e di retri­bu­zioni ade­guate alla loro for­ma­zione. Ma le dif­fi­coltà dei non lau­reati sono per­sino peg­giori come pun­tual­mente docu­men­tato dai Almalaurea.

 

Un genere let­te­ra­rio a cui non si sot­trae nem­meno Fla­vio Bria­tore che, invi­tato a par­lare agli stu­denti della Boc­coni, con­si­glia loro di aprire una piz­ze­ria, «così se fal­li­sce almeno vi man­giate una pizza». Quella della pizza deve essere un’emergenza nazio­nale, se un po’ più di un anno fa il Cor­riere Eco­no­mia segna­lava la man­canza di sei­mila piz­za­ioli. «Gio­vani, pen­sa­teci» era stata la rac­co­man­da­zione paterna.

 

Lo scorso ago­sto, i piz­za­ioli fanno capo­lino anche su Repub​blica​.it, in un arti­colo inti­to­lato: “Infer­miere e piz­za­iolo: il lavoro c’è, nes­suno lo vuole…”. Secondo l’articolo, ci sono almeno 35mila posti in offerta che i gio­vani non vogliono accet­tare. Nel primo tri­me­stre del 2014, si sareb­bero con­tati ben 10.00 posti vacanti da infer­mieri, seguiti da piz­za­ioli (6.000), com­messi (5.000), came­rieri (2.400) e così via. Se poi con­si­de­riamo i lavori più spe­cia­liz­zati, la domanda insod­di­sfatta va verso il mezzo milione a cui biso­gna aggiun­gere la carenza strut­tu­rale di infer­mieri: entro il 2020 ne occor­re­ranno ben 250mila! 

 

La fonte è uno stu­dio dell’Ordine dei con­su­lenti del lavoro, che ai primi di ago­sto era stato rilan­ciato dall’ANSA, otte­nendo vastis­sima riso­nanza sui mag­giori quo­ti­diani nazio­nali, ma anche su radio e tele­vi­sioni, Radio Vati­cana inclusa.

 

Sem­brava un copione ultra­col­lau­dato: i gio­vani bam­boc­cioni e choosy che si lamen­tano del lavoro che manca invece di rim­boc­carsi le mani­che. Ma ecco che su Repub​blica​.it suc­cede qual­cosa di ina­spet­tato. I let­tori, per lo più infer­mieri, comin­ciano a postare una raf­fica di com­menti infe­ro­citi che con­te­stano, dati alla mano, il con­te­nuto dell’articolo. L’autore accusa il colpo al punto di cam­biare il titolo, met­tendo “infor­ma­tici” al posto di “infer­mieri” e aggiun­gendo una pre­messa in cui sem­bra voler pren­dere le distanze dalle cifre dell’Ordine dei con­su­lenti del lavoro. Non che il nuovo titolo sia molto più felice. Infatti, Alma­lau­rea aveva già escluso un eccesso di domanda di lau­reati in inge­gne­ria infor­ma­tica sulla base di una con­sta­ta­zione ele­men­tare: se vera­mente man­cano così tanti infor­ma­tici, come è pos­si­bile che tra il 2008 ed il 2013 le retri­bu­zioni ad un anno dalla lau­rea siano calate del 7%? Comun­que sia, i let­tori non si pla­cano e insi­stono a sol­le­vare dubbi sull’attendibilità dei dati.

 

In effetti, per farsi venire qual­che dub­bio sarebbe bastato sca­ri­care lo stu­dio dal sito dall’Ordine dei con­su­lenti del lavoro. L’indagine, se così la si può defi­nire, con­sta di sole tre pagine, senza una data e senza un autore. Le stime dei posti vacanti nel primo tri­me­stre del 2014 som­mano a 33.770, ma ven­gono arro­ton­dati a 35.000 posti “che nes­suno cerca e che nes­suno vuole” ed è que­sto il numero rim­bal­zato su tutti i media. 

 

Ma da dove ven­gono que­sti numeri? Nelle ultime tre righe è spie­gato che sono gli esiti di un son­dag­gio svolto presso gli iscritti all’Ordine dei Con­su­lenti del Lavoro, nel primo tri­me­stre del 2014. Non viene data alcuna infor­ma­zione sul numero di que­stio­nari inviati, sul loro con­te­nuto, sulla per­cen­tuale di rispo­ste, sulla loro distri­bu­zione geo­gra­fica. Un altro ele­mento ano­malo è che i numeri sono tutti cifre tonde, inva­ria­bil­mente mul­ti­ple di 10 e, nella mag­gior parte dei casi, mul­ti­ple di 100. Del tutto impro­ba­bile che un son­dag­gio for­ni­sca risul­tati di que­sto tipo. Nella migliore delle ipo­tesi, saremmo di fronte ad un son­dag­gio “fatto in casa”, privo dei requi­siti richie­sti ad un son­dag­gio pro­fes­sio­nale. Non sono offerte di lavoro con il nome e l’indirizzo dell’azienda che pos­sano essere veri­fi­cate una ad una, ma stime di con­su­lenti e, per di più, sot­to­po­ste ad arro­ton­da­menti spregiudicati.

 

Prima che lo facesse il blog Roars, nes­suno aveva notato que­sti det­ta­gli, tutt’altro che insi­gni­fi­canti. Anzi, più di un organo di infor­ma­zione, a par­tire dalla stessa ANSA, non aveva nem­meno spe­ci­fi­cato che i dati erano frutto di un son­dag­gio, pro­fes­sio­nale o meno che fosse.
Qual­che anno fa un ana­logo infor­tu­nio era occorso anche a Mas­simo Gra­mel­lini, che nel 2011 scri­veva di 300 posti da panet­tiere a 2.000 Euro al mese che nes­suno voleva. Come rac­con­tato da Vali­gia Blu, un pre­ca­rio aveva preso alla let­tera l’articolo di Gra­mel­lini ed era andato a cer­care que­sti posti. Non li aveva tro­vati e lo aveva anche scritto a Gra­mel­lini, che gli aveva gen­til­mente repli­cato, ma senza saper indi­care dove stes­sero que­sti bene­detti posti a due­mila euro al mese.

 

Ma non è finita. Negli stessi mesi, il Cor​riere​.it aveva lan­ciato un altro dispe­rato allarme: in Abruzzo, cer­ca­vano quat­tro­mila aspi­ranti for­nai, con la pro­spet­tiva di gua­da­gnare “anche tre­mila euro al mese”. L’articolo era illu­strato dalla foto di un sor­ri­dente e canuto for­naio, che avrebbe potuto degna­mente illu­strare uno di quei sus­si­diari di una volta che decan­ta­vano gioie e virtù del lavoro manuale.

 

Virtù o non virtù, lo stesso pre­ca­rio di prima aveva man­dato il Cur­ri­cu­lum alla Con­fe­ser­centi Abruzzo, la quale aveva rispo­sto spie­gando che più di una caterva di posti da panet­tieri a due­mila Euro al mese, erano dispo­ni­bili una caterva di corsi per pizzaioli/pasticceri/barman. A paga­mento, però. Per for­tuna, a dimo­stra­zione della bontà della Con­fe­ser­centi Abruzzo, il paga­mento era rateizzabile.

 

Quale potrebbe essere la morale della favola? Non è un modo di dire, per­ché — come il let­tore avrà ormai capito — di vere e pro­prie favole si tratta. La morale è che quando leg­gete di decine di migliaia di posti di lavoro ben retri­buiti che nes­suno vuole, fare­ste bene a ricor­dare che gran parte del discorso pub­blico sulla disoc­cu­pa­zione e la for­ma­zione gio­va­nile si nutre di sto­rie meno solide della neb­bia, sep­pur altret­tanto effi­caci nel masche­rare la realtà delle cose.

 

Fonte -Manifesto-

The following two tabs change content below.

calatafimisegestanews

Calatafimi segesta News è un sito/blog di informazione, costruito attraverso la piattaforma wordpress. Nasce con un semplice scopo, produrre VERA informazione. Oggi il 99% dell’informazione che ci arriva attraverso giornali, tv e a volta pure blog è pilotata e piena di interessi. La maggior parte dei giornalisti odierni è imprigionata in logiche politiche, imprenditoriali, clientelistiche, ma non solo ! Il giornalista odierno tende all’arrivismo e quindi all’esagerazione, trasforma storie banali in scoop attraverso articoli che distolgono il lettore dalla realtà dei fatti, e chi sono le vittime di tutto questo? Le vittima siamo noi Cittadini che, subiamo passivamente, questa mole di informazioni pilotate, cosa che non ci permette di avere un quadro chiaro su quello che sta avvenendo in realtà a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.
    Print       Email

About the author

Calatafimi segesta News è un sito/blog di informazione, costruito attraverso la piattaforma wordpress. Nasce con un semplice scopo, produrre VERA informazione. Oggi il 99% dell’informazione che ci arriva attraverso giornali, tv e a volta pure blog è pilotata e piena di interessi. La maggior parte dei giornalisti odierni è imprigionata in logiche politiche, imprenditoriali, clientelistiche, ma non solo ! Il giornalista odierno tende all’arrivismo e quindi all’esagerazione, trasforma storie banali in scoop attraverso articoli che distolgono il lettore dalla realtà dei fatti, e chi sono le vittime di tutto questo? Le vittima siamo noi Cittadini che, subiamo passivamente, questa mole di informazioni pilotate, cosa che non ci permette di avere un quadro chiaro su quello che sta avvenendo in realtà a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Il Blog Calatafimi Segesta News ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001, non rappresenta una testata giornalistica, pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale.
    L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, nè del contenuto dei siti linkati.

  • La responsabilità dei contenuti pubblicati, compresi i contenuti importati da siti web esterni ricade esclusivamente sui rispettivi autori. La consultazione delle informazioni e l’utilizzo dei servizi offerti da questo blog costituisce accettazione esplicita del Disclaimer.

    Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email.
    Saranno immediatamente rimossi.

  • Pubblicità




You might also like...

Arriva il bonus assunzione under 36: a chi spetta e come fare richiesta

Read More →