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Le scelte della politica, nel 2019 al voto Mazara Salemi e Calatafimi Segesta

By   /  5 settembre 2018  /  No Comments

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Le città di Mazara del Vallo,  di Salemi e Calatafimi Segesta sono pronte ad affrontare la sfida per le amministrative della primavera del 2019.

Nicola Cristaldi, attuale sindaco di Mazara, non potrà più ricandidarsi, si sta per concludere per lui il secondo mandato.
Ha provato a non abbandonare la guida della città… proponendo la candidatura della sorella, Angela.

Buona parte degli amici politici di Cristaldi non hanno gradito la mossa: la candidatura così come è stata buttata sul tavolo è stata ritirata.
Il Primo Cittadino, tuttavia, non ha intenzione di non spendersi e ha già individuato uno dei candidati da sostenere.
Vediamo politicamente cosa si muove nella città del gambero rosso per eccellenza, la città della kasbah e delle cultura multietnica.

Il grosso nodo è dato dall’emergenza rifiuti, Mazara è ricoperta di spazzatura. Per Cristaldi è stato utile riempire la città di vasi piuttosto che risolvere il drammatico problema della differenziata.

Il turismo non è mai decollato, il dragaggio del porto è rimasto un miraggio e la pesca, punta di diamante della città, non è stata protetta abbastanza nelle sedi opportune.

L’eredità che lascia Cristaldi è molto pesante, c’è tutto da ricostruire. E seriamente. In fretta anche, per tentare di essere al passo di altre realtà virtuose, lontane ancora dalla visione europea di città.

Cosa si muove a Mazara? In corsa c’è Vito Torrente, navigato in politica e non certamente volto nuovo. Si muove da mesi, seppure sotto traccia, per costituire un gruppo che possa essere un buon mix elettorale ed amministrativo. La sua mission è quella di mettere insieme i giovani, formando una nuova classe dirigente, ai politici di lungo corso. 
Con Torrente c’è Toni Scilla, coordinatore provinciale di Forza Italia, e un’altra lista civica. Il centro destra a Mazara non sarà unito. Torrente si presenterà con una lista civica, difficile del resto inquadrarlo politicamente: nel 2012 sosteneva l’Mpa, poi passò al PD.
Un altro nome che circola insistentemente è quello di Pino Bianco, appoggiato da Pietro Marino ex presidente del consiglio, con lui anche il consigliere Francesco Foggia, alcuni pezzi del PD, Cristaldi e una parte del suo gruppo.
A Mazara il movimento Cinque Stelle vanta deputati sia regionali che nazionali e anche un Ministro alla Giustizia, Alfonso Bonafede. In corsa per i grillini i nomi papabili sono due: l’attivista Nicola La Grutta ovvero il docente universitario Nicola Torre.
Al lavoro da mesi il consigliere comunale Giorgio Randazzo, forte oppositore dell’Amministrazione Cristaldi. La lista si chiamerà “Mazara Libera”, con il consigliere ci sono Diventerà Bellissima, Fratelli d’Italia e un’altra lista ancora. Potrebbe essere proprio Randazzo il candidato di centro destra a correre per la carica di Primo Cittadino. In attesa, guardando attentamente le mosse di Randazzo c’è l’UDC di Mimmo Turano.
Centro destra, dicevamo, spaccato a Mazara. Potrebbe essere il banco di prova per dettare la linea a Mazara.
Gli altri nomi che circolano non hanno tenuta sul tessuto sociale, sono stati buttati in piazza per comprendere meglio le diverse posizioni e gli eventuali schieramenti.
Così lo stesso Giorgio Macaddino che lo scorso 15 luglio aveva fatto intendere un suo impegno diretto con un post su facebook: “Amiamo sempre troppo poco e troppo tardi. Ed io che non ho mai smesso di amare riprendo si riprenderò il cammino che ho lasciato interrotto . Forse non sono mai del tutto andato via ma è il momento di tornare a sorridere sperare e lavorare . Io sono ancora qua pronto a ricevere il vostro entusiasmo ed io a servirvi . A fra poco sulle ali della libertà”.

Sarà un autunno di incontri e riunioni per perfezionare le strategie elettorali.

A Salemi il sindaco Domenico Venuti non ne fa un mistero: è pronto a lanciarsi per la sua seconda candidatura.
La linea è chiara, le sue dimissioni dalle cariche dirigenziali del PD regionale e da quella di commissario del circolo di Marsala hanno già indicato la strada. Si voterà con il turno unico, maggioritario secco, una sola lista e nessun simbolo di partito. Venuti, tuttavia, si riserva di non lasciare al momento il partito ma ne prende le distanze.

Svincolandosi di fatto da un simbolo pesante, che ha portato una sconfitta dietro l’altra, ha le mani libere per poter stringere accordi con altri soggetti politici.
A chi guarda Venuti? L’accordo molto probabilmente sarà quello stretto con Stefano Pellegrino, Forza Italia, sulla cui posizione c’è un dialogo anche con Mimmo Turano, assessore regionale dell’UDC. Un’intesa molto ampia che porterebbe Venuti nuovamente ad amministrare Salemi e ai due deputati regionali di mettere una bandierina di vittoria, ma anche a posizionare caselle in Giunta.
Molto critico sulle posizioni assunte dal PD in città e in provincia in questa ultima stagione è Biagio Grimaldi, ex sindaco del borgo: “Si dimette il sindaco dalle cariche nel partito – e per noi non cambia assolutamente nulla – e come reazione c’è solo quella d’ufficio del suo amico segretario provinciale che già sapeva tutto. Tacciono tutti gli altri, mentre del loro sponsor mecenate, che furbescamente pensa solo per se e finite le elezioni si inabissa abbandonando il covo di vipere, si son perse, come al solito, le tracce. Insomma, strategie politiche pre-elettorali prevedibili in salsa trapanese!”.
Il riferimento è al deputato Baldo Gucciardi di cui Venuti è il delfino.
Strategie politiche? Può darsi, si cerca di estrapolare il sistema Tranchida anche in altre realtà. Al momento tace a Salemi l’alternativa a Venuti, che comunque rimane una candidatura di centro sinistra seppure tinta di movimento civico.
Il movimento Cinque Stelle in quel lembo di terra ha fatto incetta di consensi sia per le regionali che per le nazionali scorse, quasi certamente presenterà una sua candidatura. E la vera sfida potrebbe essere proprio questa: riuscire a battere il partito del governo nazionale.

 

Il 2019 sarà anno di nuove elezioni anche a Calatafimi Segesta dove scadrà il mandato dell’attuale Sindaco Vito Sciortino che da circa un anno e nove mesi amministra con la sua giunta ma senza Consiglio Comunale. Questo è stato possibile perché durante il Consiglio Comunale del 12 dicembre 2016, dopo interrogazioni e discussioni varie, si era proceduto alla votazione per l’approvazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Come era stato fatto durante il consiglio del 5 dicembre 2016, minoranza e PSI (Partito Socialista Italiano) hanno votato contro il Piano, bloccando di conseguenza l’iter per l’approvazione del Bilancio di previsione 2016.

La mancata approvazione del bilancio ha portato alla sospensione e allo scioglimento del consiglio comunale di Calatafimi Segesta, cosi come previsto dal nuovo principio contabile dell’armonizzazione finanziaria, che prevede l’approvazione contestuale – o quasi (pochi giorni) – tra il bilancio consuntivo dell’anno precedente e quello previsionale dell’anno in corso.

Ma come mai Sindaco e giunta sono rimasti in carica nonostante lo scioglimento del maggior organo di rappresentanza del popolo ?

E’ stato possibile perchè il CGA Consiglio di Giustizia Amministrativo, ha stabilito che la nuova legge regionale n. 17 dell’11 agosto 2016 che sancisce il principio in forza del quale “la cessazione anticipata di uno dei tre organi amministrativi determina automaticamente la cessazione anticipata anche degli altri, la nomina di un commissario straordinario e l’avvio delle procedure dirette all’indizione delle nuove elezioni”, può essere applicata solo per le amministrazioni elette col nuovo sistema elettorale come ad Alcamo e non al vecchio sistema elettorale, come a Calatafimi Segesta. Questo ha suscitano non poche polemiche perchè ha di fatto privato la cittadinanza del consiglio comunale e quindi dei rappresentanti eletti dal popolo concedendo a Sindaco e Giunta di operare, nel bene o nel male, senza nessuna opposizione dopo che non vi è stato nessun passo indietro. 

Il ritorno alle elezioni a Calatafimi Segesta quindi rappresenta anche un ritorno alla piena democrazia con tutti gli organi che torneranno protagonisti della vita politica della città. Da qualche giorno è inoltre partito il toto nomi per le prossimi elezioni. Ancora è un’incognita la ricandidatura dell’attuale Sindaco e circolano ipotesi su diversi nomi fra questi proprio quello di Nicola Cristaldi che, come scritto in precedenza, non potrà più ricandidarsi a Mazara in quanto sta per concludere il suo secondo mandato. 

 

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