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Crollo del Turismo: passeggeri a Birgi -66,74%

By   /  5 settembre 2018  /  No Comments

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I dati sono inesorabili. Le presenze calano a picco e tutta la provincia si trova svuotata dai tanti turisti che, soprattutto negli ultimi anni, l’avevano riempita. È naturale, la situazione dell’aeroporto di Trapani è decisiva per il turismo cittadino e provinciale. I dati, come già detto, non mentono mai.

È la cattiva abitudine della matematica. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio del 2018 sono 272.755 i passeggeri transitati attraverso l’Aeroporto civile di Birgi Vincenzo Florio, gestito dalla Airgest.

Nello stesso periodo del 2017 i passeggeri sono stati 820.002. La differenza è quindi di 547.247 persone e la percentuale è di un impietoso -66,74%. L’assenza di Ryanair incide quindi in modo pauroso. Il vettore irlandese ha infatti drasticamente ridotto il numero di voli dopo la scadenza del bando di co-marketing.

Confronto tra passeggeri tra i primi mesi del 2017 e del 2018 (Dati Airgest)

Nel numero dei voli è chiara questa mancanza. Nel periodo gennaio/luglio del 2018 sono stati 3.374 mentre l’anno scorso si attestavano sui 6.072. Basti pensare che nel solo 2017 la compagnia guidata da David O’Brien ha “spostato” da sola 851.429 passeggieri per un totale di 5.054 voli e un “Load Factor” (fattore di carico) pari al 89,45%. Una situazione che molti sperano si possa risolvere con il nuovo bando di co-marketing che proprio in questi giorni è stato presentato a Marsala e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Bisogna quindi correre ai ripari e questa è l’idea del Comune di Trapani. «Stiamo lavorando – afferma il neo assessore al turismo del capoluogo Rosalia d’Alì – alla pianificazione dell’offerta turistica per il prossimo anno, a partire dalla primavera 2019. Punteremo con decisione sugli eventi più famosi e consolidati: mi riferisco alla Pasqua e alla Processione dei Misteri, ma incrementeremo il pacchetto turistico con altre tipologie di manifestazioni, soprattutto culturali».

Riguardo i tecnicismi della strategia l’assessore d’Alì dichiara: «Abbiamo deciso di mettere in piedi una strategia – continua – che passa da un importante investimento nel marketing turistico, così da promuovere la destinazione Trapani West Sicily intesa come territorio e non come città. Se faremo un buon lavoro – dice con fiducia Rosalia d’Alì- , ne sono convinta, riusciremo ad ottenere buoni risultati».

Confronto tra numero di voli nei primi mesi del 2017 e del 2018 (Dati Airgest)

Trapani città turistica: questa è la svolta che vuole lanciare il nuovo sindaco Giacomo Tranchida. Nei giorni passati il Consiglio comunale ha approvato il piano triennale delle opere pubbliche da realizzare nel triennio 2018-2020 e le variazioni di bilancio. Il primo punto inerente al bilancio è stato proprio il marketing territoriale con 366 mila euro stanziati per il 2018. Il Comune, con questa operazione, crea quindi uno strumento diverso rispetto al piano di co-marketing regionale, che lo affianca, con Trapani capofila ed in attesa di sapere quanti sono i comuni che non avevano manifestato interesse per il bando regionale e che, però, con le rinnovate amministrazioni si sono dette disponibili a partecipare ad un piano comune di marketing. Molti sono infatti gli amministratori comunali che si sono trovati “fuori” dal co-marketing per scelte prese dai precedenti sindaci (Trapani compresa). Questo piano di marketing territoriale permette quindi Trapani, ma non solo, di tornare in ballo. I soldi verranno spesi in servizi pubblicitari, marketing digitale, fiere di settore e tutto ciò che può aiutare il territorio.

Sicuramente la situazione non è facile e l’assessore d’Alì ne è consapevole: «Auspicando il ritorno ai fasti del nostro aeroporto, per il cui fine ci impegneremo, dunque, dovremo lavorare in sinergia con altri Comuni del territorio, progettando un investimento coordinato che ci consenta di immaginare qualcosa di molto ambizioso. C’è già un tavolo di concertazione con altre realtà, in questo senso. Stiamo provando – conclude l’assessore Rosalia d’Alì – ad unire le forze per un obiettivo comune: il rilancio del territorio e l’incremento delle presenze turistiche a Trapani».

Nel capoluogo la crisi ha colpito non soltanto gli hotel, ma anche le strutture extralberghiere, con i primi che riescono appena a coprire le spese e soltanto facendo ricorso ai viaggi organizzati dalle agenzie. Perché se i turisti non arrivano a Trapani attraverso l’aeroporto di Birgi, di fatto, la città resta deserta. E la crisi raggiunge, seppur con entità minore, anche le «perle» della provincia, le isole Egadi e San Vito. Il calo delle presenze turistiche, quindi ha avuto degli effetti negativi su tutto il comparto del turismo. Si attestano intorno al 50 per cento di presenze in meno rispetto ad un anno addietro negli alberghi del Trapanese. Non ci resta a questo punto che sperare per la prossima stagione.

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