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“Così Fratello e i suoi si spartivano i minori immigrati nelle coop”. Gli arresti all’alba

By   /  5 luglio 2018  /  No Comments

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13,40 – Ci sono anche contatti con l’attuale assessore regionale alle attività produttive Mimmo Turano, allora deputato regionale. Non solo. Le intercettazioni hanno consentito di accertare i contatti tra Norino Fratello e gli ex consiglieri di Trapani Vito Mannina e Francesco Salone “finalizzati ad esercitare pressioni sul sindaco pro tempore di Trapani Vito Damiano per un rapido pagamento dei contributi dovuti alle strutture adibite a comunità alloggio per minori stranieri, concretizzatesi” in un’interrogazione nel gennaio 2015 a firma dei consiglieri Mannina, Salone e Giovanni Vassallo.

13,20 – Anche se fuori dalle aule istituzionali che contano da diverso tempo, Norino Fratello aveva mantenuto solidi rapporti e influenze nel mondo politico. Dalle conversazioni telefoniche intercettate nel corso delle indagini sono emersi “episodi che seppur non sfociati in condotte ricomprese nei capi di incolpazione hanno dimostrato che Fratello è ancora in grado di esercitare forme di pressione al fine di conseguire i propri obiettivi e che lo stesso ha solidi legami con diversi esponenti del mondo politico della provincia di Trapani”. In particolare dalle indagini emergono pressioni esercitate dall’ex deputato regionale sui consiglieri comunali di Alcamo in occasione della nomina di un componente del collegio dei revisori dei conti. Fratello non poteva candidarsi, dopo la condanna per concorso in associazione mafiosa. Allora decise di far candidare il fratello. In quell’occasione, secondo quanto emerso, Fratello avrebbe contattato Giovanni Lo Sciuto per far convergere più voti sul fratello, “fine non raggiunto” spiegano gli inquirenti. Ma ci provò.

 12,05 –  Norino Fratello, re delle cooperative, espande la sua influenza fino a Marsala. Qui ha un contatto in consiglio comunale, è il consigliere del Pd Pino Cordaro. Tutto avviene gestendo gli affari della cooperativa Dimensione Uomo. Dalle conversazioni intercettate emerge “un notevole interesse di Pino Cordaro per fissare incontri con Norino Fratello”. In particolare ne fissano uno insieme al figlio Roberto Cordaro presso il Baglio Basile di Petrosino, allora di proprietà di Michele Licata, a cui sono stati sequestrati beni per oltre 100 milioni di euro. In un incontro avvenuto nel gennaio 2015 si parla della gara d’appalto per l’accoglienza di migranti presso strutture di accoglienza.

La cordata Dimensione Uomo – Coop Sole (di cui era amministratore Roberto Cordaro) si aggiudicano una cinquantina di migranti da sistemare a Campobello di Mazara. Seguono poi altri incontri e telefonate. Si legge nell’ordinanza che “E’ risultato a pieno titolo coinvolto nel progetto anche un altro figlio di Cordaro Pino, Massimo, già nella compagine societaria della Coop Sole e pienamente inserito nelle strutture di Michele Licata. Dopo dei controlli dei carabinieri presso la struttura di Campobello, Roberto Cordaro invia un sms a Norino Fratello. “Ho un controllo carabinieri stanno facendo bordello per l’Ati”. La contestazione era infatti che le due coop non si fossero ancora costituite in Ati. Sentito dagli inquirenti il consigliere Pino Cordaro spiega che fu lui stesso a mettere in contatto il figlio con Norino Fratello. “Mi chiese se conoscessi qualcuno per poter partecipare a tale bando”.

 

 11,50 – Durante le indagini i carabinieri registrano diversi contatti tra Norino Fratello ed esponenti politici. Uno di questi è Giovanni Lo Sciuto, deputato regionale all’Ars, e all’epoca componente della commissione d’inchiesta antimafia.

In uno dei 62 contatti registrati dal Corpo Forestale l’onorevole propone a Fratello due immobili da adibire a centri di accoglienza straordinaria, uno a Partanna e uno a Mazara.
Ulteriori contatti fanno percepire agli inquirenti “l’esistenza di rapporti di grande amicizia e confidenza tra Lo Sciuto e Fratello e la presenza di significativi rapporti di cointeressenza”. Vengono registrati anche diversi incontri. Secondo gli inquirenti, uno di questi, era “finalizzato a segnalare la pratica di invalidità del cognato di Fratello presso l’Inps di Trapani dove Lo Sciuto vantava notevoli conoscenze”

 11,15 – In quanto condannato per mafia avrebbe omesso di dichiarare le proprie variazioni patrimoniali derivanti dalla partecipazione a diverse società. Sono soprattutto cooperative, molto attive nel corso degli anni prima con l’assistenza ai disabili, poi anche con l’accoglienza ai richiedenti asilo. Un business che frutta milioni di euro a chi gestisce i centri, talvolta appartamenti e ex strutture ricettive. Le cooperative che – secondo quanto emerge dalle indagini – Norino Fratello gestiva attraverso prestanomi sono:

– Dimensione Uomo 2000 con sede legale ad Alcamo, costituita iil 30 maggio 1991.
– Cooperativa Sociale Letizia onlus, con sede ad Alcamo, costituita nel 1979.
– Consorzio servizi e solidarietà, con sede legale ad Erice, costituita nel 1997
– Cooperativa sociale Benessere con sede ad Alcamo, costituita nel 1990
– Wellness Sport Center srl con sede ad Alcamo, costituita nel 2002, dichiarata fallita nel 2015.
– Sport-E, con sede ad Alcamo, nata nel 2013, intestata fittiziamente a Salvatore Fratello.

Ci sono poi alcuni immobili. Uno in via Manzoni ad Erice Casa Santa, un appartamento in via Nunzio Nasi a Trapani, un appartamento in via Convento San Francesco di Paola a Casa Santa di Erice. In più una multiproprietà presso il villaggio Cala la Luna di Favignana.

 

 11,05 – “Non sono stati riscontrati collegamenti con Cosa nostra” aggiunge Russo in conferenza stampa. “Ci sono collegamenti,ovviamente, con l’indagine su Don Sergio Librizzi, da lì risalgono le prime indagini su Fratello”. Da lì scoperto il metodo: le sedi operative cambiavano di continuo, a seconda delle richieste, in tutta la provincia: arrivavano i minori immigrati, prendevano in affitto appartamenti e ville, poi chiudevano, poi riaprivano.. 

 11,00 – Fratello era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, aveva patteggiato la pena, ed è stato riabilitato. La riabilitazione, tuttavia non lo escludeva dagli accertamenti patrimoniali. Aveva l’obbligo di comunicare tutte le sue variazioni patrimoniali e le attività di impresa. Ecco perchè ricorreva ai prestanome. Tra l’altro, essendo funzionario Inail, non poteva gestire delle cooperative. Non è possibile calcolare il flusso finanziario gestito da Fratello, perchè si tratta di un’attività così dinamica, che merita un approfondimento investigativo, dicono i Carabinieri. I centri erano aperti in numerosi comuni. 

 10,55 – Il capitano Diego Berlingieri dà i dettagli dell’operazione. L’ordinanza colpisce quattro soggetti, Norino Fratello (che va in carcere), altre due persone, accusate di bancarotta fraudolenta, agli arresti domiciliari. E poi il fratello di Fratello, raggiungo da un divieto di dimora. L’operazione chiave è il fallimento di una srl di Fratello, pilotato in modo da creare una scatola vuota per distrarre poi i beni dal fallimento. Norino Fratello gestiva le sue cooperative (intestate ad altri soggetti), dall’altro lato riusciva a “spartire” gli extracomunitari. Le cooperative sono Letizia (due strutture attive, ad Alcamo e Calatafimi, con 26 minori stranieri), la Conses (al momento non ha nessuna struttura operativa), la Cooperativa Benessere (che ha quattro centri) e la Cooperativa Dimensione Uomo (che aveva due centri, uno a Mazara del Vallo e uno ad Alcamo, adesso la coop in liquidazione”

 10,50 – L’operazione è rilevante, perchè è durata anni, ed è cominciata nel 2016. Norino Fratello è il dominus di questa rete, e il suo ruolo coinvolge la vita politica della provincia. Diverse persone coinvolte in questa attività hanno comunque deciso di collaborare. Oltre agli arresti sono in corso numerose perquisizioni. Fratello è riuscito ad entrare nel business dell’accoglienza grazie all’intestazione fittizia di beni, e della bancarotta fraudolenta, superando i controlli degli enti preposti. 

10,40 – “E’ un’operazione importante, frutto del lavoro di anni  – così Stefano Fernando Russo, comandante provinciale dei Carabinieri. commenta l’operazione di oggi – che fa luce sulle storture criminali legate all’accoglienza dei migranti. Ci sono anche dei contatti accertati tra questi soggetti e soggetti appartenenti alla vecchia Loggia Scontrino, giusto per dare un elemento in più su questa vicenda. Siamo riusciti ad ottenere questo obiettivo grazie all’impegno di tutti i nostri investigatori”. 

Qui la diretta video:

 

9,00 – Sono dieci le persone a cui sono state applicate delle misure cautelari. L’operazione di oggi permette di scoprire ancora come vengono gestiti i centri d’accoglienza in provincia di Trapani.

Arrestato Norino Fratello, ex deputato regionale e da anni re delle cooperative per l’accoglienza ai migranti.Coinvolto anche il fratello, di Fratello, Salvatore

Maria Fileccia, del ’68, Baldassare Marchese, 1958, Patrizia Messina, classe ’64, Maria Adragna, classe ’64. Anna Maria Montemagno, ’71. Marisa Oliveri, ’69, Davide Amodeo. 1989.

08,15 – Chi è Norino Fratello? Ne parla Tp24 in un articolo che potete leggere qui. 

07,40 – “Sono il prestanome dell’onorevole Fratello”.  Uno dei testimoni-chiave dell’inchiesta sul racket dei migranti si chiama Lorenzo La Rocca, abita ad Alcamo.

Ecco si presenta in un’intervista di Attilio Bolzoni di due anni fa: «Sono stato amministratore unico della cooperativa Letizia fin dal 2007, ma ero un prestanome dell’onorevole Norino Fratello».

E che ruolo aveva?

«Ero una specie di tuttofare, il vero padrone era l’onorevole».

Quanti centri controllava l’onorevole Fratello?

«Due. Prima ospitavano anziani e disabili, poi sono entrati i migranti. Ogni tanto l’onorevole veniva in cooperativa e mi ripeteva: “Devi dire a tutti che la cooperativa è tua e che io sono solo un consulente”. Però le carte di credito le aveva lui e anche suo fratello. Ed era sempre lui a disporre dei conti. Un giorno mi sono accorto che c’è stato un prelevamento di 90mila euro in sole 48 ore. Con i soldi della cooperativa pagava anche assicurazioni di auto e affitti di appartamenti».

Come venivano trattati i migranti?

«L’onorevole non faceva altro che dirmi: “Dobbiamo frenare, frenare”… Voleva dire: risparmiare. C’erano giorni che invece di pranzo e cena ero costretto a servire solo un pasto, i 100 grammi di pollo diventavano 50 grammi. E poi l’acqua di bidone veniva travasata in bottigliette di minerale».

07,25 – Fratello ha in pratica gestito attraverso dei prestanome una serie di cooperative per l’accoglienza dei migranti. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri e dalla Procura di Trapani.

L’utilizzo dei prestanome, permetteva a Fratello di gestire tutti i ricavi di questo lucroso business senza dare nell’occhio. I Carabinieri sono arrivati a Fratello da varie strade.

Diciamo che era facile, parlando di accoglienza, imbattersi nel suo nome, anche se lui ufficialmente non spuntava da nessuna parte. Ad esempio, quando fu indagato l’ex direttore della Caritas, Don Sergio Librizzi, poi condannato per violenza sessuale, perchè chiedeva prestazioni sessuali ai migranti in cambio del suo interesse per l’asilo politico, si scoprì che per le coop il sacerdote faceva riferimento a Librizzi. Così come quando fu chiamato uno dei responsabili di queste coop, Lorenzo La Rocca, lo stesso raccontò che lui, di fatto, era solo un prestanome.i

 07,10 – Tp24.it si ha scritto diverse volte sul business sulla pelle dei migranti, e ci siamo occupati anche di Norino Fratello, l’ex deputato regionale arrestato all’alba di oggi nell’operazione “Brother”. 

 

Ecco la parte che lo riguarda:

Uno dei protagonisti in queste vicende è Norino Fratello, ex deputato regionale dell’Udc, che ha patteggiato anni fa una pena di un anno e mezzo per concorso in associazione mafiosa. Tutti lo ricordano per la sua domanda fatta al giudice: “Se patteggio mi posso ricandidare?”. Il nome di Norino Fratello entra a gamba tesa sull’affare dell’ospitalità ai migranti, con le cooperative a lui riconducibili, gestite dall’ex deputato ma non a lui intestate che fanno base ad Alcamo. Coop che prima si occupavano di anziani e disabili e poi si sono direzionate sull’accoglienza dei migranti tra Castellammare e Alcamo. Fratello in questi ultimi anni ha trovato un socio d’eccezione. L’imprenditore marsalese Michele Licata, destinatario di un sequestro da 127 milioni di euro, proprietario delle maggiori strutture ricettive della provincia, condannato per abusivismo edilizio, truffa allo stato, evasione fiscali, riciclaggio.


Su questi affari ci fu un testimone chiave che era Lorenzo La Rocca, che amministrò la coop Letizia, la cooperativa più importante tra quelle nella galassia di Fratello. Ma come ha lo stesso La Rocca ha confidato è stato praticamente un prestanome.

06,30 – Migranti, coop e affari sporchi: arrestato ad Alcamo l’ex deputato Norino Fratello. 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Trapani, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 4 persone accusate, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Contestualmente sono in corso di notifica ulteriori 6 informazioni di garanzia per le medesime fattispecie di reato.

L’operazione, convenzionalmente denominata “Brother”, costituisce l’esito di un’articolata attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, sotto il coordinamento della locale Procura, che ha consentito di documentare le condotte illecite poste in essere dall’ex deputato dell’ARS FRATELLO Onofrio, detto Norino, condannato nell’anno 2006 per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’escamotage utilizzato dall’ex onorevole è stato quello di intestare fittiziamente quote e cariche sociali nell’ambito delle cooperative per l’accoglienza di migranti, a lui riconducibili, a terzi soggetti, suoi prestanome, garantendosi il duplice vantaggio di occultare i proventi derivanti dalle attività economiche e di evitare di comunicare le variazioni patrimoniali, conseguenti a tali partecipazioni, come imposto dalla legge ai soggetti condannati per il delitto di associazione di tipo mafioso

I Carabinieri hanno altresì documentato una serie di manovre illecite attuate dal FRATELLO con la complicità di due soggetti a lui vicini – anch’essi tratti in arresto e sottoposti agli arresti domiciliari – finalizzate ad alienare beni e servizi di una società sportiva di sua proprietà, dichiarata fallita nel 2015 ad altra società da lui costituita ed intestata ad uno dei complici con l’esclusiva finalità di eludere la normativa fallimentare, integrando così la condotta di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Sono in corso le operazioni di perquisizione presso le cooperative e i luoghi di privata dimora dei soggetti individuati quali prestanome dell’ex onorevole. 

Articolo originale TP24

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