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Antica Trasversale Sicula, sulle strade dei nostri avi

By   /  4 aprile 2017  /  No Comments

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In principio fu la passione per la storia antica. Poi si è aggiunta quella per il cammino. Sono queste le ragioni che hanno spinto Giuseppe De Caro e Gaetano Melfi, entrambi vittoriesi, a percorrere a piedi, andando per trazzere, i 480 chilometri dell’Antica trasversale sicula prima, e i 950 delle Rotte di Idrisi, poi. 

L’amicizia tra De Caro, 45 anni, web master e Melfi, 56 anni, ristoratore nasce grazie alla comune passione per l’archeologia, per la storia dei popoli che si sono avvicendati in Sicilia e per le antiche vie di comunicazione, appunto. Negli anni, questa passione li ha fatti avvicinare a studiosi e archeologi siciliani ai quali hanno pensato anche di dare una mano andando, materialmente, a piedi a testare quello che gli scritti antichi hanno tramandato.

Antica Trasversale Sicula

Gaetano Melfi, Peppe De Caro e Claudio Lo Forte della Protezione Civile di Vittoria

«A marzo dello scorso anno – spiegano – abbiamo mappato l’Antica trasversale sicula quella che probabilmente era la più antica strada dell’isola e collegava la Sicilia nel periodo greco-romano, secondo gli studi di Biagio Pace, archeologo comisano vissuto a cavallo tra l’800 e il 900. Pace sosteneva, infatti, che non poteva non esistere già in tempi antichi una strada che collegasse i più importanti porti esistenti: Kamarina, importante passaggio verso l’Africa e zona di produzione di vino, Caltagirone dove venivano prodotte le anfore per il vino fino a Morgantina e Mozia, parte elima della Sicilia. In pratica in questo percorso di circa 480 km abbiamo messo insieme una delle strada del vino più antiche di sempre, quella del grano nella zona centrale e quella del sale del Trapanese».

Venti chilometri al giorno, per un totale di 5 o 6 ore di camminata, affrontati senza fretta, lasciandosi catturare dallo stupore e con l’obiettivo principale di «restituire alla fruibilità pedonale interi territori dimenticati e che, invece, hanno costituito per millenni l’asse portante degli spostamenti e dell’economia isolana».  Un’esperienza che ha subito ispirato il secondo cammino a piedi che De Caro e Melfi (accompagnati nuovamente da Claudio Forte della Protezione Civile “G. Caruano” di Vittoria come nella prima impresa) hanno intrapreso a ottobre 2016 quando  sono partiti sulle orme del cartografo arabo Al-Idrisi che intorno al 1150, su richiesta del re di Sicilia Ruggero II° il Normanno tracciò la prima mappa geografica dell’Isola e raccontò dei luoghi, delle rocche e dei castelli disseminati nelle coste e nell’entroterra.  Anche in questo caso, l’intento è stato quello riscoprire antichi percorsi e resti di quella importante epoca storica che possano contribuire agli studi di numerosi esperti di cultura araba.

Antica Trasversale Sicula

Antica Trasversale Sicula – Sulla strada Corleone-Contessa Entellina

«Grazie al supporto – raccontano – dell’archeologo ed esperto di Cultura Islamica Giuseppe Labisi e dello studioso Luigi Santagati, abbiamo prima disegnato un percorso, per buona parte costiero, che dalla foce del fiume Ippari a Scoglitti ci ha portato a percorrere a piedi senso antiorario per 950 km sino a Mozia. Giunti a destinazione, siamo ripartiti, ripercorrendo l’Antica Trasversale Sicula all’inverso, per altri 480 km circa, al fine di poter consegnare agli appassionati la mappa definitiva».

Tutto il tragitto che da Kamarina ha condotto i due camminanti a Mozia è stato, infatti, individuato e tracciato su file GPX. «Adesso – spiegano – ci aspetta il secondo passaggio, non meno impegnativo. In collaborazione con le varie amministrazioni comunali e le associazioni incontrate, individueremo i luoghi dove alloggiare, dove ristorarsi e i siti o i percorsi alternativi la cui importanza storica impone un passaggio. Sarà un lavoro lungo ma che, ne siamo certi, contribuirà a rendere più appetibile l’offerta turistica di questa terra. A breve renderemo pubblico l’intero nostro lavoro (17 tappe in totale) e  per cominciare abbiamo pubblicato sulla pagina fb “Antica Trasversale Sicula” la prima bozza di video che presenta le Tappe 11 e 12 (da Vallelunga Pratamento a Castronovo di Sicilia e da Castronovo di Sicilia a Corleone, passando per Calatafimi Segesta e Prizzi), secondo noi tra le più belle e storicamente ricche della Sicilia Occidentale».

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Il progetto di De Caro e Mellfi sta quindi crescendo e i due hanno intenzione di pubblicare, entro fine anno, una guida che indichi ai potenziali turisti, non solo il percorso ma anche i servizi utili sul territorio.

«Una guida di turismo esperenziale – spiegano –  dove non proporremo solo il semplice cammino ma cercheremo, usando la nostra esperienza, di creare contatti con la gente sul territorio, per un turismo rurale a contatto con i pastori, i contadini, la gente del luogo. Un viaggio in Sicilia alla scoperta di trazzere che ancora preservano il selciato medievale e un viaggio in cui si coniugano storia, natura e tradizioni. Metteremo su anche un sito in cui, chi vorrà potrà scaricare gratuitamente il file gpx e potrà accedere ai numeri di riferimento per muoversi tranquillamente sul territorio».

Antica Trasversale Sicula

La rotta completa dell’Antica Trasversale Sicula

Un modo per condividere la loro esperienza con altri appassionati e mettere al servizio dei potenziali turisti un pacchetto di informazioni, per aiutare chiunque nella scoperta di luoghi ancora poco conosciuti. «Noi abbiamo fatto tanti viaggi nel mondo – raccontano –  ma ci siamo detti che d’ora in poi ogni nostro viaggio sarà  solo in Sicilia. Durante la camminata eravamo continuamente catturati dallo splendore dei luoghi e abbiamo scoperto paesaggi che ricordano la Svizzera, il Messico, il Perù. E poi abbiamo potuto constatare quanto sia potente il calore dei nostri conterranei e la loro ospitalità, da quella della gente comune a quella di aziende e amministrazioni. Ci porteremo sempre nel cuore l’abbraccio ricevuto a Palermo da Biagio Conte e l’ospitalità ricevuta dal famoso opraio Mimmo Cuticchio e suo figlio Giacomo e l’ospitalità del mecenate Antonio Presti che ha riaperto il suo albergo a Tusa solo per farci pernottare li gratuitamente. Insomma, ci siamo resi conto di quanto, la frase, “potremmo vivere di turismo” sia reale. Ci vorrebbe solo un po’ di forza di volontà e di aggregazione tra la gente e le associazioni».

 

Fonte http://www.lasicilia.it/news/articoli-notizie/63200/antica-trasversale-sicula-elogio-della-lentezza.html

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